Dopo la visita al Parco Archeologico, abbiamo raggiunto l'isola di Ortigia e parcheggiato facilmente vicino a Porta Marina.
Da lì, la nostra passeggiata si è rivelata una nuova affascinante immersione nel barocco siciliano.
La visita però inizia dal greco Tempio di Apollo, del VI secolo a.C. Non è molto ciò che ne rimane e dobbiamo pure considerarci fortunati viste le molteplici trasformazioni che l'edificio ha subito. Cito dal link questo passo che ci ha fatto sorridere: «…Bisogna adesso per ritrovare questo famoso tempio, il primo che sia stato innalzato a Siracusa, penetrare nella camera di un privato di nome Danieli, via Resalibra, dove nello spazio tra il letto ed il muro, ci sono ancora due capitelli sui loro fusti, che sono stati intaccati per ingrandire la stanza...» (Dominique Vivant Denon, Voyage en Sicile, 1788)
Lungo corso Matteotti incontriamo le belle arcate del Palazzo Greco e da un via laterale ammiriamo il bel portale della Chiesa di San Cristoforo. In piazza Archimede sosta obbligata all'imponente Fontana di Diana con le sue dee in compagnia di tritoni, cavalli marini: curiosa la sirena con bimbo a cavallo di un gran pesce. Su un lato della piazza si ammira il Palazzo Gargallo dalle geometriche finestre bifore.
Ancora qualche passo e arriviamo in Piazza Duomo: veramente spettacolare.
Lo sguardo è subito catturato dall'incredibile facciata delle Cattedrale della Natività, il Duomo di Siracusa. Ancora una volta siamo stupiti dall'armonia con cui gli architetti del barocco abbiano composto elementi analoghi, come la gradinata, le colonne, i piani digradanti in forme sempre diverse ma sorprendentemente unitarie.
Di fronte il Palazzo Bevenentano del Bosco perfettamente integrato e a lato il Palazzo Arcivescovile, più lineare ma non meno bello. In fondo alla piazza, quasi celata dal muro di sostegno dei giardini dell'arcidiocesi, si trova la Chiesa di Santa Lucia alla Badia la cui facciata è ornata da un superbo balcone con inferriata così imponente quanto elegaante da intrappolare lo sguardo come l'insetto nella ragnatela.
Poco dopo, in Piazzetta San Rocco, scorgiamo la facciata del Monastero del 5 Piaghe (ex Ospedale delle Sante Piaghe) che è un altro piccolo gioiello che, purtroppo, leggendo, sembra non ricevere l'attenzione che merita.
Ritorniamo verso il mare ci tratteniamo a lungo presso la Fonte Aretusa. E' indescrivibile l'emozione che si può provare ammirando dall'alto questo antichissimo specchio d'acqua dolce a due passi dal mare. Un'emozione legata al mito della bella Aretusa narrata da tanti poeti e storici ma anche un'emozione più prosaica e contemporanea suscitata dalla vegetazione lussureggiante ee il folto papiro che adornano la fonte.
Terminata la visita e assaporato un ottimo gelato con brosche siamo ritornati al parcheggio percorrendo l'ampio e bellissimo Foro Vittorio Emanuele II e i suoi deliziosi giardini.
Tempio di Apollo
Palazzo Greco
Fontana di Diana
Palazzo Bevenentano del Bosco
Fonte Aretusa
Porta Marina